La sofferenza dell'altro

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La sofferenza dell'altro

Messaggio  Mary il Dom Ago 03, 2008 8:33 pm

Come richiesto Pia, posto altri brani presi sempre dal libro di Albisetti "Come attraversare la sofferenza" Very Happy

[i]LA SOFFERENZA DELL'ALTRO
Sono convinto che molti di voi, compreso io, credono di poter aiutare gli altri nella sofferenza.
Naturalmente non intendo solo offrire tecniche di guarigione o consiglio teorici, nè provare pietà.
Di questo, credo, ci riteniamo capaci.
Mi chiedo, invece, se siamo in grado di entrare nella sofferenza dell'altro....
Credo che possiamo aiutare l'altro a guarire solo se riusciamo ad immedesimarci nel suo dolore.
Spesso, però, ci limitiamo a dare consigli teorici, cosidetti terapeutici, ma non ci caliamo nella sofferenza, nell'angoscia dell'altro, perchè probabilmente temiamo di acuire la nostra.
Ho visto molte persone, in fondo, fuggire la sofferenza altrui, anche quella dei familiari, banalizzandola o liquidandola frettolosamente.
A volte, addirittura, imponiamo a chi soffre di pensare ad altro, di spostare l'attenzione, lo obblighiamo a non approfondire la sua sofferenza, il suo dolore.
Perchè?
Me lo sono sempre chiesto...e non ho mai trovato una risposta esaustiva.
Forse perchè la sofferenza dell'altro potrebbe fare da specchio e riflettere la propria sofferenza.
In fondo più una persna è inconsapevole e più non riesce a entrare nella sofferenza altrui.
L'inconsapevole, forse, vorrebbe in tal modo preservare se stesso dal soffrire, ma è una mera illusione.
Non solo soffrirà pure lui, uando verrà il suo turno, ma, non essendo mai riuscito ad entrare in profondità nel dolore altrui, si sentirà tremendamente solo e impaurito.
Questo tipo di persone, proprio per la loro incapacità nell'entrare dentro l'altro, hanno difficoltà nei rapporti interpersonali.
Vivono solo in superficie il rapporto, solo nella sua forma, mai nella sua essenza.
In genere pretendono troppo dall'altro, lo caricano di troppe aspettative, fino a che l'altro si sente così inadeguato, così insufficiente , da preferire di rompere il rapporto.
Tra l'altro, le persone che non entrano dentro di sè non possono, ovviamente, entrare dentro l'altro.
Non solo.ùLe persone che rifiutano di entrare nella propria sofferenza diventano fredde, crudeli e spietate. Insensibili.
Dunque, come vedete, entrare in pofondità nella sofferenza dell'altro è difficile per molti esseri umani.
Anche per questo la si attribuisce più a Dio che agli uomini.
Solo il Cristo è riuscito a entrare nella sofferenza degli uomini, tanto da riuscire a risanarli, a salvarli.
Ma faceva discendere la propria identità da Dio.
Ecco, possiamo aiutare gli altri se non dipensiamo dalle loro gratificazioni, se non ci aspettiamo nulla da loro.
Il nostro vero aiutare gli altri consiste allora nel metterli in contatto con qualcuno di più grande di noi, con Dio, fonte assoluta di salute e di vita eterna.
Ma per fare ciò dobbiamo prima a stare da soli con noi stessi.
Ma non soli e basta.
Ma soli con Dio.
La solitudine che io intendo non è la solitudine patologica dettata da difficoltà interpersonali.
La solitudine che cercano i cristiani è, al contrario, gioiosa e feconda.
Lo stesso eremitaggio, come quello in cui io vivo, non significa stare solo, ma solo con Dio per ascoltarlo meglio.
E stare soli con Dio non vuol dire fare sempre richieste, esporre problemi, elencare le difficoltà, chiedere aiuto...ma anche saper ascoltare Dio.
Saper ascoltare, sapere riconoscere nel nostro cuore la voce del Signore.
La solitudine cristiana aiuta, tra l'altro, a ridurre le altre voci, quelle del mondo, la ricerca del potere, le preoccupazioni economiche, la ricerca del consenso, di autorevolezza, di ammirazione, di stima; e a sentire forte quella del Signore che ci chiama per nome.[i]

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Re: La sofferenza dell'altro

Messaggio  Pia il Lun Ago 04, 2008 6:09 pm

Quanto sono vere queste parole, sai Mary? Credo a volte che non riusciamo ad entrare nei problemi degli altri perchè non sappiamo come placare la nostra sofferenza. Ma non bisogna avere paura. La capacità di entrare nella sofferenza altrui viene sicuramente con l'ascolto di Dio, ma richiede anche tempo e pazienza. Ci vuole allenamento e buona volontà. I love you
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