La sofferenza 2

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La sofferenza 2

Messaggio  Mary il Mar Ago 05, 2008 4:44 pm

POTEVA NON ESSERE COSI'?

Fin quando sono rimasto in silenzio, appartato, chiuso in me stesso, naturalmente nessuno mi ha ostacolato.
Così accadrà anche a te che mi leggi.
Ricordati, fin quando rimani fermo, apatico o pauroso, pigro, coloro che non vogliono il tuo bene sono felici, godono della tua paura...perchè, così facendo, impedisci al Signore di abitare presso di te.
Ma quando decidi di uscire allo scoperto, di gridare a tutti che credi, che finalmente hai deciso di mettere a frutto i tuoi talenti, che vuoi portare a termine la tua missione per cui sei venuto su questa terra, che ti senti pervaso dallo Spirito, contemporaneamente si leveranno contro di te decine, centinaia di nemici.
Deve essere così.
Il maligno non sopporta il successo del bene.
Devi abituarti.
Non devi spaventarti, nè credere che potrai fare del bene su questa terra in tranquillità!
Le persone che sono abitate dal male si metteranno contro di te.
[...]
Oggi è di moda, soprattutto in Italia, un facile "buonismo".
Diffida.
E diffida pure di chi ostenta opere di bene per ottenere riconoscimenti e gratitudine.
Dunque il nostro Dio ci invita a scendere in campo, a incarnare ciò in cui crediamo, a testimoniare la nostra fede, anche con la vita.
Ma non per essere lodati dagli uomini.
Per un intimo sentire.
Ascolttando in segreto il cuore.
E sono questi tempi non facili.
Tempi in cui bisogna sentirsi chiamati a testimoniare la propria identità di credenti.
Ma noi siamo venuti su questa terra proprio per svolgere una missione, per realizzare una vocazione.
Il resto è nulla.

SENZA RISPOSTA

Ovunque mi volgo vedo tanta sofferenza... e altrettanta inconsapevolezza.
Un senso di impotenza, di fragilità, prende tutti, nella vita di ognuno ci sono spazi di dolore, periodi bui, a ciascuno è riservato il suo carico di difficoltà, di incomprensioni di sofferenza...ma ciò che mi impressiona è il modo di reagire di questa umanità.
Negli occhi di chi incontro per strada, nei miei studi professionali, viaggiando per il mondo, nelle lettere, nelle email dei lettori...leggouna domanda costante, dal suono cupo e ossessionante: Perchè? Perchè proprio a me?
Una domanda che lascia i più senza risposta.
Allora poco a poco ci si sottomette al crudo e duro destino, ci si lascia vivere, si dimentica, si rimuove.
Non trovando risposta, si preferisce trovare vie alternative: si investe nel lavoro, nel denaro, nella carriera, nel sesso, nella stessa coppia, nella famiglia, nei figli...
Tavolta infatti anche il ruolo di padre, di madre, riempie il proprio narcisismo, ma il percorso da fare è un altro... E' quello interiore.
Bisogna sapersi convertire dentro.
Essere padri, madri, è uno stile di vita, una scelta di donazione... Lo si è sempre, anche, e soprattutto, senza figli carnali.
Quante volte ho già scritto queste frasi!
Ma non è mai sufficiente, se si vuol continuare nella propria opera di testimonianza della verità, dello Spirito Santo che ci abita.

LA GRANDE FORZA
Sentirsi amati e voluti fin da prima che nascessimo. Questa è la grande forza che deve sempre sorregerci, in ogni istante, soprattutto quando soffriamo, quando stiamo per perdere fiducia in Dio.
Il più grande peccato è credere di non aver valore, di essere stati dimenticati, di essere gli unici a soffrire, a patire, a provare dolore.
Non credo che esistano persone che non abbiano sentito la sofferenza, il dolore!
Non sarebbero di natura umana!
Certo, come dico ne "Il viaggio della vita", ognuno ha la propria sofferenza, il proprio modo di soffrire. Dipende da come percepisce se stesso e la realtà circostante.
In una visione spirituale, con un cuore pulito, dolce e tenero, le sofferenze non sono più momenti di sfortuna o di maledizione, ma luoghi rivelatori.
Interpretando, dando senso al mio soffrire, entro ancor più in profondità nella conoscenza della mia essenza di figlio di Dio, anche perchè suo Figlio è stato mandato sulla terra a soffrire e a morire...

Allora la domanda senza risposta che ci ossessiona: perchè? perchè proprio a me? si trasforma in: che cosa vuoi dirmi Dio? che cosa vuoi farmi capire?
Diventano allora domande che esigono e trovano risposte dentro di noi, ci obbligano a sccendere in profondità nella nostra interiorit, a rivedere l'intera nostra vita non per autodistruggerci, ma per liberarci, per purificarci, soprattutto per trasformarci, per convertirci.

(valerio Albisetti "Come attraversare la sofferenza")

A breve, appena riuscirò a strappare qualche momento libero Rolling Eyes , trascriverò gli ultimi brani sempre tratto da questo libro sul tema della morte, che trovo molto interessante come Albisetti lo affronta!
A prestissimo allora e intanto buona lettura! I love you

:abbtutti

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